GLI ELEMENTI NECESSARI

Foto S.G.

 

Due bocche

che non potevano baciarsi.

Il respiro

che era sospeso come un apostrofo tra l’articolo determinativo e

il sostantivo indefinito.

Il futuro che spezzava il cuore e

le porte che erano chiuse davanti al mare.

Il passato che non si accontentava del silenzio e

l’ombra che non aveva la forza dell’oblio.

Quel silenzio che prolungava l’istante.

La tristezza che aspettava il suo turno insieme

alla disperazione che lottava per il primo posto.

Il desiderio che voleva cambiare nome e

l’incertezza che non arrivava mai in ritardo.

Una canzone che era appena iniziata.

L’esitazione che si ricordava la prima volta.

DISPERSIONI

DISPERSIONI

Seguivano le tracce di foglietti illustrativi.
Inghiottivano il principio attivo delle briciole
senza conoscerne gli effetti indesiderati.
Camminavano così,
con lo sguardo a terra per non perdersi nemmeno la più piccola
e per non inciampare nelle ombre dei sogni
non dormivano mai.
Si amavano
come gli inganni che tesse l’indifferenza.
I loro visi si infiammavano,
si scompigliavano i capelli
ma erano solo crudeli ipotesi
in libri che nessuno avrebbe scritto mai.
Affondavano così
con una pietra appesa al collo per essere certi di affogare.
Si amavano senza limiti
su letti che non rifacevano mai
e passavano attraverso gli specchi dei motel
scambiando un incantesimo con il debito dell’anonimato.
Lui era un tecnico delle luci.
Lui era un professore di ottica astronomica.
Si erano conosciuti in un cinema a luci rosse.
Si amavano al buio.

SUCCESSIONI

 

 

SUCCESSIONI

Puoi lasciarti raggiungere.
Essere meta.
Luogo d’ombra che protegge
o luce tiepida,
una promessa di riposo, mantenuta.

Puoi sentire salire la marea notturna
acqua nuda mescolata al cielo.

Sei la bocca assetata che non chiede sollievo.

Ti scava, dentro, un amore,
un movimento di deriva,
da un tempo vecchio.

Sei uno schiocco secco, di frusta, nel presente.
Sei passato di polvere, a cui non si domanda.