restyling – rilanciamo le vendite

pandavecchia

 panda nuova

pandanuovissima

Un po’ come la Panda.
Una delle poche robe buone della Fiat.
Comunque vada sarà un successo.
Con il blog, ecco, non proprio, ma io ci tento o lo restauro.
Togliamo il grigiore padantristissimo.
Mettiamo un bel rosso caldo.
Rispolveriamo il vecchio splinder logo.
Ed eccomi qua pronta per uscire.

 

 

PROFESSORE ovvero A CIASCUNO LA PROPRIA LEGGE DEL CONTRAPPASSO

L’infallibilità appartiene a quelle doti non umane che concedono a chiunque un certo margine di errore.
Come ciascuno chiama idee chiare quelle che hanno lo stesso grado di confusione delle proprie (da qui poche idee e confuse) così un certo errare umano si giustifica con un bonario buffetto sul viso (ti sgrido un po’, ma poi ti vengo incontro).
Se lo sbaglio è creativo ne apprezzo l’originalità.
E’ la banalità dell’errore che mi sconcerta.
E ancora di più la prevedibilità (ma non te l’ho detto perchè mi volevo divertire a vederti sguazzare per un po’ nel tuo banalissimo prevedibilissimo umanissimo sbaglio)
Proprio tu, accademico dei mie stivali!
Che pensi di essere amato da un dio perché guidi un’automobile da 130 mila euro.

uNA vOLTa

una volta c’era la primavera, con tutte le sue nostalgie. c’erano i futuri possibili delle piccole foglie verdi: bruchi, venti autunnali e chicchi di grandine. una volta c’erano le mode che passavano e quelle che tornavano, e il destino di un vestito si risolveva in un attimo. una volta c’era la merenda alle quattro e mezzora di cartoni, che è un po’ la pausa caffè in ufficio con il suo chiacchiericcio pettegolo.

una volta mi sentivo sicura con scarpe grosse ai piedi e una vecchia sciarpina di seta indiana al collo.

una volta giravo a sinistra a tutti gli incroci, per spirito di contraddizione,  e la destra obbligata, che poi rispettavo, mi ha sempre messo un certo prurito alle mani.

la pazienza è una specie di arte che si apprende con innumerevoli esercizi, anche se poi è l’esame finale quello che conta per la promozione. una volta non avevo pazienza.

la contraddizione passa di grado, e diventa motivante spirito critico, attento e puntuale. una volta ero uno spirito sempre in contraddizione, ma ero anche troppo giovane e di conseguenza solo un bastian contrario.

deviare resta atto rivoluzionario, affascinante, soprattutto quando andar diritto non piace, non ci si è portati. una volta deviavo in modo sconsiderato e quasi coraggioso, l’importante era uscire dalla convenzione, per la quale, di fatto, un disaccordo è un atto temerario.

una volta mi sarei alzata in piedi (rompendo l’ennesimo vetro, sempre come fossa la prima volta), come nel 1993, per esporre la mia idea diversa, motivandola e difendendola.

sono passati 19 anni

ho pazienza

ho spirito critico

mi sono forse guadagnata l’autorevolezza: sono un autorevole bastian contrario.

eppure non ho il coraggio dell’atto rivoluzionario: la condivisione di un’idea non porta necessariamente alla lotta.

vale la regola: c’è la rivoluzione e non so cosa mettermi.

 

eppure basta un semplice gesto per rivelare un’idea…