LE STORIE NELLE FOGLIE

Foto S.G.

LE STORIE NELLE FOGLIE

Le foglie sono cadute da un pezzo e quelle che sono ancora in giro, che non sono ancora state disfatte dal freddo invernale, inzuppate dalla pioggia e seccate dal vento, restano tenaci, ancorate a quello stato che, prima o poi, non sarà più.
Sono foglie morte ostinate, non hanno più linfa, come certe storie, che sono finite ma non ancora raccontate, e aspettano che qualcuno le trasformi in parole.
Certe storie sono come le foglie nelle pozzanghere, sono bagnate e fangose.
Sono storie indecise che avrebbero voluto un venticinque dicembre per nascere in un libro, con la fotografia di un albero carico di neve sulla copertina, e il silenzio fuori dalla finestra mentre le leggi.
Queste storie, come le foglie, si frantumeranno e svaniranno: immaginazioni mai raccontate che resteranno là, sospese, in attesa del disgelo.
Poi cadranno dai rami, come la neve appesantita sotto la pioggia, e fuggiranno in rivoli d’acqua, a bagnare la terra.

 

 

 

NUMERO CINQUE

Foto S.G.

NUMERO CINQUE

Il tuo vagare monotono sta in una fotografia in bianco e nero.
Per strada non incontri nessuno.
C’è silenzio in questa notte che per te non ha nulla di santo, una notte come le altre, fatta di passi nelle vie deserte, senza sorprese dietro gli angoli, mani in tasca, dita che giocano con una moneta.
Conosci a memoria il percorso, come l’insonnia che ti ammala questa notte, come i sogni che avresti voluto sognare se mai il sonno buono ti avesse raggiunto.
Invece sei qui, dentro questo dedalo di svolte che non ti cambieranno la vita, senza un filo di Arianna da seguire perché tanto non ti perderai.
Cammini come un pellegrino ma non hai uno zaino sulle spalle né troverai una locanda pronta ad accoglierti.
La notte è lunga, si misura in passi e brevi soste.
Che se arrivi in anticipo poi dovrai aspettarla, l’alba del giorno nuovo.