IL MIO POST AUTUNNALE

che poi in estate ho sempre scritto il mio post. il post dall’esilio.
Ma quest’anno no.
not to be.
Basta con il post nostalgico.
Il blog ha traboccato di nostalgia. Abbiamo capito che la materia la mastichi. Ma basta.
La solita minestra riscaldata.
Ci sono cose che è valso la pena raccontare.
Emozioni, sentimenti che hanno attraversato la vita.
Oggi si vive molto e si sente meno.
Un po’ troppo sulla superficie
Un po’ meno dentro se stessi.
L’analisi è difficile perché si è perso l’allenamento.
L’analisi spesso ha portato alla sega mentale. Magari ardita. Magari poetica.
La vita come un oroscopo?
Amore Lavoro Salute
Saturno contro?
Giove in quadratura?
Marte in sestile.
Sono un Toro ascendente Scorpione: mica sono normale. Io!
(che poi questo non è che giustifichi tutto ma)
Ah ho anche la Luna in Acquario
Chiedere ad un astrologo cosa significa. Poi ne parliamo.
Però non è che c’è alternativa. Quelle sono le stelle. Facci i conti.
Tanto ognuno è artefice del proprio destino.
Se mangio ingrasso. Non è colpa del signor Rigoni che produce la nocciolata.
Detto terra terra.
A proposito di terra terra.
FB
Un paio di anni di frequentazione. Costante. Quotidiana. Attiva.
Essere sotto i 100 amici e sei già qualificabile come sfigata.
Posti la foto. Dici dove sei. Se piace sei OK.
Se dovessi misurare la mia autostima con i like di fb mi sarei già suicidata.
Non puoi scrivere nulla di profondo. A meno di non essere un personaggio pubblico in vena di filosofie.
O Fabio Volo.
Il mio mondo di parole sono sempre state più di cinque righe.
(a meno di esercizio poetico ermetico)
Mi piace di più Instagram, ecco.

Ora la riflessione più profonda che sono riuscita a fare ultimamente mi ha portato alla conclusione che sono una mediocre.
Di altezza sotto la media.
Di corporatura con medio sovrappeso.
Tutto ciò determinerebbe, come una fisiognomica, l’attuale risultato.
Che cazzo
Mediocre non è.

Si tratta di addomesticare il cambiamento. Non per mettergli il guinzaglio. Ma per fartelo camminare a fianco.
E diciamo pure che più si cresce (io sono una ragazza di 40 anni che non li dimostra) più la struttura dei pensieri si calcifica.
Bisogna lavorare un po’ di scalpello. E poi limare. Per rendere la superficie più liscia possibile. Fare attenzione alle schegge. Ma non puoi demolire tutto. Se no la forma sparisce.
E io sono una morbida forma. Ma adesso sono molle.
Tutto questo è il post autunnale
le_foglie_autunno

Articolo 1

Che potremmo con i giusti modi (di)mostrar chi siamo.

Che insomma, piano piano, senza proclami e gride di manzoniana memoria, ricordare che sì ci siamo, siam sul pezzo e perdio non farti sfuggire l’occasione.

Questione di tempi?

Parlo al plurale come Otelma. Dovrei preoccuparmi?

Sì ok non ci ho voglia. Sono il soldato valoroso ma stanco. Il reduce giapponese perso nella giungla, convinto che si ancora una guerra da combattere ma che non sa più chi sia il nemico, e alla fine si nasconde, al posto che attaccare. Poi quello là, il reduce intendo, quando lo trovano, magari lo premiano anche con una bella medaglia.

IL PREMIO. Ah, quale sublime parola! Quale profondi significati sono racchiusi in queste sei letterine! La chiave del sorriso. Gli ottanta eurorenziani, i fiorini, i soldi cazzo. I SOLDI! Viva viva viva.

Eh no. Su questo il sorriso si piega in smorfia. L’entusiasmo si strozza nel cappio della speranza.

E ci ritroviamo qui a pensare che voi umani non osereste immaginare ciò che ho visto e vissuto in questi anni, e che raccontarlo ahimè non porterebbe a nulla. Perché la storia è stata scritta e non si cambia.

Allora con l’ottimismo di cui sopra, quello con il cerchio, scavo come una brava archeologa (mancata) alla ricerca di un entusiasmo. Uno qualsiasi. Uno che ci ha quarantanni. Quello dei venti è come Atlantide la città perduta. Quello dei trenta è stato speso a lungo, in maratone estenuanti, sempre completate e sempre in classifica, ma a quale posto lo ignoro.

Magari se cambio faccia e sorrido un po’ di più sarebbe preferibile.

Però ecco, su una cosa no, non ci riesco a passar sopra: l’onore. Ci vorrebbe un corso sull’onore, che è così una bella parola. Ancora più di premio. Perché c’è anche quella particolare forma di onore detta onore delle armi. Fuor di metafora: non mi paghi, ma almeno dimmi che ho lavorato bene lo stesso.

LIUC MOOD

L’inizio dell’anno è il padre dei buoni propositi.

Chi bene inizia, si sa, è a metà dell’opera.

Il II semestre è per quelli che resistono, Darwin e la selezione della specie faranno del loro meglio durante la prima sessione d’esame. Poi c’è la prova del nove.

E l’estate promuove o boccia.

E via di questo passo anno dopo anno.

Lo spirito estivo poi si nutrirà di sole, facendone scorta, sulla pelle e dentro le ossa.

Quello che si cerca, da sempre, è l’armonia. I compromessi appaiono come una stonatura.

Così nel mio cestino del pranzo c’è una mela, la verdura cotta, il tonno al naturale e 4 fettine di pane. Mi sono portata il bollitore per il te verde. E una bella tazzotta.

In queste due settimane sia io che la dieta eravamo in ferie. Lei probabilmente era spaparanzata alle Maldive. Io mi sono arricchita di carboidrati natalizi e toscani, panettosi e pandorosi. Ieri sera quando è scesa dall’aereo tutta abbronzata e fisicata io l’aspettavo agli arrivi a testa bassa e dentro il golfone. Ma mi ha sgamata subito. Il rotolino di pura ciccia natalizia faceva capolino…e scrollando il capo mi ha detto a denti stretti: ci vediamo domani.

Viola si è limitata a rovesciare parte del latte per terra e sul pigiamino e nonostante un fittizio mal di pancia da primo giorno di scuola ha varcato la soglia dell’asilo pochi minuti dopo le 9. Ha immaginato di essere un piccolo koala australiano ma ha dovuto arrendersi all’evidenza. Anche se non fa freddo siamo pur sempre nell’emisfero boreale e si staccata con un senso di precario abbandono dicendo un va bene vado. (me tocca)

Qui pare come sempre tutto uguale. Qualcuno chiede di anticipare un esame ma non si può. Qualcuno si è dimenticato di prenotare i laboratori di informatica conoscendo la data in cui servivano da chissà quanto. Qualcuno è diventato papà, e queste sono sempre delle belle notizie.

Attendo quella specie di mea culpa, quello generato dalla coda di paglia bagnata di benzina. Ma lo attendo paziente e silente. E un pochino sogghignante. Perché prima o poi, esasperato dal mio silenzio arriverà.

felice anno nuovo a tutti!

In the jungle, the bloody jungle, the lion kills tonight

magari se mi alzo presto riesco anche a truccarmi

magari
se la piccina non avesse vomitato, non le fosse venuta la febbre e non avesse dormito nel lettone agitandosi per buona parte della notte
magari se avessimo dormito
magari se questa mattina ci fosse stato il latte nel frigorifero
magari se ci fosse stato un bel sole e il cielo azzurro invece di questo grigiume umidissimo e padanissimo
i miei occhi brillerebbero con Dior
le mie ciglia sarebbero lunghissime (sempre con DIor)
il mio incarnato sarebbe perfetto come una foto su Vogue (un po’ Chanel e un po’ Givenchy)
e mi sarei vestita molto bon ton
e invece…
capelli asciugati in 5 minuti
crema viso idratante spalmata in 10 secondi
occhiaie evidenti
rossori visibili
ben tre brufoli sotto il mento (che fanno giovane eh)
e kickers ai piedi
latte sostituito con cappuccino e brioche alla nutella (tanto ho già i brufoli) al bar
(che dopo le salsicce di norimberga e la weiss di ieri sera mi paiono il giusto buon giorno)
fantolina febbricitante dai nonni (con foto dei compagni dell’asilo, tachipirine in un paio di formati, biochetasi, peppa pig e topino formaggino)

giusto, ora lavoro neh, che obbligati per fantomatici ordini di servizio (locuzione di cui si ignora totalmente il significato) a non poter uscire dall’ufficio e a non poter alzare il culo della sedia se non per appoggiarlo sul water (dopo consuete operazioni di disinfezione trattandosi di bagno condiviso con gli studenti che non dico di fare centro ma almeno fatela dentro, si recitava nei cessi della statale, of course, vent’anni fa più o meno ma vabbè) dicevo che stante il mio stato di reclusa non ho ahimè (citazione) occasioni di distrazioni, come è giusto che sia, dato che sono qui per lavorare, produrre, (anche se il mio è un servizio e non tocco con mano il bullone).

la fenicE rinasce ed è anche dimagrita

il blog deve risorgere. in qualche modo. a qualunque costo. deve ritrovare il suo posto nella rete. riannodare i fili con 5 lettori manzoniani. non so bene perché ma qualcosa posso scrivere. raccontare quello che faccio. anche senza poesia. che male c’è. aprirlo e vedere catena, le parole strozzate, il pessimismo poco leopardiano, basta. io sono simpatica. io sono dimagrita. con ferrea dieta di nazi nutrizionista. io e il mio fidanz stiamo tornando in forma. ho scritto io tante volte. chissenefrega. anche i pensieri sono più leggeri quando si perdono chili. domani recensirò la mia crema anticellulite, come Clio Make Up. magari se mi alzo presto riesco anche a truccarmi. ho scritto il post più inutile del mondo. ma ho scritto.